GPS e Algoritmo Supplenze: la Cassazione dà Ragione ai Docenti e apre ai Ricorsi per Risarcimento anche per gli Anni Pregressi

Ferie non godute docenti precari: prima vittoria dopo la Cassazione
Ferie non godute docenti precari: prima vittoria dopo la Cassazione, riconosciuti 2.787 euro
11 Giugno 2026
GPS e algoritmo supplenze: la Cassazione dà ragione ai docenti | Ricorsi e risarcimenti

La Corte di Cassazione ha finalmente chiarito una questione che da anni interessa migliaia di docenti precari coinvolti nelle procedure informatizzate di assegnazione delle supplenze tramite GPS.

Con la recente pronuncia pubblicata il 5 giugno 2026, la Suprema Corte ha affermato un principio che lo Studio Legale Bongarzone e Zinzi sostiene da tempo in numerosi giudizi promossi in tutta Italia: il docente che ha espresso una determinata preferenza non può essere definitivamente escluso dalle successive fasi di assegnazione soltanto perché non ha indicato tutte le sedi disponibili.

Una tesi che il nostro studio sostiene da anni

Ben prima dell’intervento della Cassazione, lo Studio Legale Bongarzone e Zinzi aveva contestato in numerosi procedimenti il funzionamento dell’algoritmo ministeriale, evidenziando come esso producesse risultati irragionevoli e contrari al principio meritocratico.

In molte occasioni, infatti, docenti con punteggi elevati sono stati superati da candidati con punteggi inferiori soltanto perché l’algoritmo li aveva esclusi dalle fasi successive della procedura, nonostante avessero manifestato interesse per sedi poi divenute disponibili.

Si tratta di una ricostruzione che oggi trova piena conferma nella Suprema Corte, la quale ha evidenziato come l’interpretazione seguita dal Ministero fosse contraria ai principi di ragionevolezza e meritocrazia sanciti dall’art. 97 della Costituzione.

La Cassazione smonta l’impostazione del Ministero

Secondo la Corte, la mancata indicazione di alcune sedi comporta rinuncia esclusivamente a quelle sedi non espresse e non può determinare la perdita del diritto a concorrere per le sedi che il docente aveva invece selezionato.

La Cassazione ha chiarito che il candidato deve continuare ad essere preso in considerazione nei successivi turni di nomina qualora una delle sedi indicate diventi disponibile.

In altre parole, il Ministero non poteva utilizzare l’algoritmo per cancellare definitivamente il docente dalla procedura e attribuire i posti a candidati con punteggi inferiori.

Le vittorie ottenute dal nostro studio

Lo Studio Legale Bongarzone e Zinzi ha ottenuto numerose pronunce favorevoli contro le distorsioni dell’algoritmo GPS, sostenendo da sempre che le procedure informatizzate devono rispettare il principio meritocratico e la posizione in graduatoria.

Tra i precedenti pubblicati su RicorsiScuola si segnalano:

https://www.ricorsiscuola.it/2026/04/21/giudice-smonta-lalgoritmo-gps/

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Ulteriori decisioni favorevoli ottenute in materia di assegnazione delle supplenze e scorrimento delle graduatorie.

Ora si apre la strada al risarcimento del danno

L’aspetto più importante della decisione riguarda però le conseguenze economiche.

Molti docenti, infatti, hanno ormai perso l’anno scolastico e non possono più ottenere materialmente la supplenza che sarebbe spettata loro.

In questi casi resta però pienamente azionabile il diritto al risarcimento del danno.

Il danno può comprendere:

  • il mancato guadagno derivante dalla supplenza non attribuita;
  • il punteggio non maturato;
  • il ritardo nell’accesso al ruolo;
  • le conseguenze sulla carriera professionale;
  • ogni ulteriore pregiudizio patrimoniale derivante dall’illegittima esclusione.

La stessa vicenda esaminata dalla Cassazione nasceva proprio da una domanda risarcitoria proposta da una docente che aveva perso l’incarico a causa del funzionamento dell’algoritmo.

Chi può valutare un ricorso

Possono verificare la propria posizione tutti i docenti che negli ultimi cinque anni:

  • erano inseriti nelle GPS;
  • avevano espresso preferenze per determinate sedi;
  • sono stati saltati dall’algoritmo;
  • hanno visto attribuire incarichi a candidati con punteggio inferiore;
  • non hanno ottenuto una supplenza pur in presenza di posti successivamente resisi disponibili nelle sedi richieste.

Alla luce del nuovo principio affermato dalla Cassazione, molte situazioni che in passato apparivano controverse meritano oggi una rivalutazione approfondita.

L’importanza dell’azione legale

Ancora una volta emerge come l’attività giudiziaria sia stata fondamentale per correggere interpretazioni amministrative che hanno inciso sulla vita professionale di migliaia di docenti.

Gli Avvocati Antonio Rosario Bongarzone e Paolo Zinzi continuano ad assistere i lavoratori della scuola nei giudizi relativi alle GPS, alle supplenze, ai punteggi e ai risarcimenti conseguenti agli errori dell’Amministrazione.

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