Una nuova decisione del Tribunale del Lavoro conferma un principio fondamentale nel sistema delle Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS): quando la pubblica amministrazione consente l’inserimento in prima fascia GPS di docenti privi dei requisiti previsti dalla normativa, gli incarichi attribuiti sulla base di quella graduatoria risultano illegittimi e il docente che è stato scavalcato ha diritto al risarcimento del danno e al riconoscimento del punteggio di servizio perduto.
La pronuncia si inserisce nel solco delle numerose azioni promosse negli anni dagli Avvocati Antonio Rosario Bongarzone e Paolo Zinzi di RicorsiScuola.it, che hanno ottenuto importanti vittorie a tutela dei docenti precari contro le irregolarità del sistema delle graduatorie e delle supplenze.
La controversia riguardava le Graduatorie Provinciali per le Supplenze della provincia di Frosinone, valide per il biennio 2020/2022, e in particolare le classi di concorso tecnico-pratiche:
B019
B020 – Laboratori di servizi enogastronomici, settore cucina
La docente ricorrente risultava inserita in seconda fascia GPS, non essendo in possesso del titolo di abilitazione richiesto per l’accesso alla prima fascia.
Nel corso dell’anno scolastico 2020/2021, tuttavia, alcuni incarichi di supplenza erano stati assegnati a docenti collocati in prima fascia GPS, i quali avevano indicato come titolo di accesso precedenti pronunce giudiziarie relative a contenziosi amministrativi riguardanti il decreto ministeriale n. 374/2017.
Secondo la ricostruzione proposta in giudizio, tali provvedimenti non potevano in alcun modo giustificare la permanenza dei docenti nella prima fascia GPS istituita dall’O.M. 60/2020, che richiede espressamente il possesso dell’abilitazione all’insegnamento o di provvedimenti giurisdizionali effettivamente idonei a consentire l’inserimento.
Il Tribunale è stato chiamato a verificare se i docenti collocati in prima fascia potessero effettivamente considerarsi legittimamente inseriti sulla base dei provvedimenti giudiziari richiamati.
Dalla ricostruzione della vicenda processuale è emerso che:
le pronunce invocate riguardavano l’annullamento del decreto ministeriale n. 374/2017 relativo alle graduatorie di istituto;
tali decisioni non attribuivano valore abilitante al diploma ITP;
inoltre non risultava alcuna impugnazione dell’O.M. 60/2020, che disciplina espressamente le GPS.
Di conseguenza, il Tribunale ha ritenuto che tali provvedimenti non potessero costituire titolo idoneo all’inserimento in prima fascia GPS, con conseguente illegittimità della collocazione dei docenti interessati.
Accertata l’illegittimità dell’inserimento in prima fascia, il Tribunale ha ricostruito gli effetti concreti della graduatoria.
È emerso infatti che, se i docenti controinteressati fossero stati correttamente collocati in seconda fascia, si sarebbero posizionati in una posizione successiva rispetto alla ricorrente, la quale avrebbe quindi avuto titolo alla stipula degli incarichi di supplenza conferiti nell’anno scolastico 2020/2021.
In altre parole, la graduatoria errata ha determinato una alterazione del sistema di attribuzione delle supplenze, incidendo direttamente sulle possibilità lavorative della docente.
Sulla base di tale ricostruzione, il Tribunale ha riconosciuto il diritto della docente:
al risarcimento del danno patrimoniale derivante dalla mancata stipula del contratto di supplenza;
al riconoscimento del punteggio di servizio che avrebbe maturato se l’incarico fosse stato correttamente attribuito.
Il giudice ha infatti evidenziato che la docente avrebbe conseguito il punteggio massimo di 12 punti previsto dalla tabella di valutazione dei servizi, trattandosi di incarichi annuali che non le sono stati attribuiti a causa della graduatoria errata.
Questa decisione dimostra quanto sia fondamentale, per i docenti precari, non rinunciare alla tutela dei propri diritti.
Spesso gli errori nelle graduatorie vengono percepiti come situazioni inevitabili o impossibili da correggere. In realtà, quando tali errori producono effetti concreti sull’attribuzione degli incarichi, è possibile ottenere una tutela effettiva.
Lo Studio Bongarzone & Zinzi segue i docenti in tutte le fasi del contenzioso, fino alla fase di esecuzione della sentenza, che consente di ottenere concretamente la soddisfazione del credito riconosciuto dal giudice.
Accanto alle azioni relative alle graduatorie, lo studio sta seguendo numerosi contenziosi a tutela dei diritti economici dei docenti precari.
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