Titoli esteri sul sostegno: il TAR sospende i rigetti, i docenti continuano a lavorare. I fatti che contano

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Titoli esteri sul sostegno: il TAR blocca i rigetti del Ministero e tutela i docenti

Titoli esteri sul sostegno: il TAR blocca i rigetti del Ministero e tutela i docenti

Il TAR Lazio continua a sospendere i provvedimenti di rigetto del Ministero sul riconoscimento dei titoli di specializzazione sul sostegno conseguiti all’estero, consentendo ai docenti coinvolti di proseguire l’attività lavorativa nelle scuole in attesa della decisione di merito.

Si tratta di ordinanze fondamentali, perché arrivano nonostante un orientamento cautelare negativo del Consiglio di Stato: un dato che rende ancora più significativo il fatto che i Tribunali amministrativi di primo grado continuino a darci ragione, rilevando carenze istruttorie, motivazioni standardizzate e violazioni dei principi del diritto europeo.

Perché queste ordinanze sono decisive

Le decisioni del TAR ribadiscono alcuni punti ormai centrali:

  • il Ministero deve valutare in modo completo sia il percorso formativo estero sia l’esperienza professionale maturata sul sostegno;
  • le differenze tra ordinamenti non giustificano rigetti automatici;
  • le eventuali lacune possono essere colmate con misure compensative, come previsto dal diritto dell’Unione;
  • la sospensione del diniego evita effetti irreversibili, permettendo ai docenti di continuare a lavorare.

È un approccio concreto, lontano dagli slogan, che tutela davvero le persone.

Un percorso iniziato nel 2019: la prima sentenza in Italia sui titoli esteri è stata ottenuta dallo studio B&Z

Queste ordinanze non nascono oggi. Già nel 2019 lo Studio Bongarzone e Zinzi otteneva la prima vittoria in Italia sui titoli esteri, quando il tema era ancora considerato “chiuso” dall’Amministrazione e i rigetti erano sistematici.

Da allora, passo dopo passo, meno pubblicità e più fatti concreti: ricorsi, ordinanze, sentenze. Un lavoro costante che ha contribuito a costruire l’attuale orientamento favorevole.

Nonostante il Consiglio di Stato, il TAR continua a darci ragione

È un dato che va detto con chiarezza: anche in presenza di decisioni cautelari negative del Consiglio di Stato, il TAR:

  • continua a sospendere i dinieghi;
  • richiama il rispetto del diritto europeo;
  • impone all’Amministrazione un riesame serio e individuale delle istanze.

Questo dimostra che la battaglia giuridica è tutt’altro che chiusa e che rinunciare oggi significherebbe rinunciare a diritti concreti.

I precedenti favorevoli

Le tappe principali di questo percorso sono documentate e i fatti parlano chiaro.

Sul sito ricorsiscuola.it è possibile ripercorrere l’intera evoluzione del contenzioso sui titoli esteri, dalle prime vittorie del 2019 fino alle ordinanze più recenti.

L’importanza dell’attività legale

Questa vicenda dimostra che nel diritto scolastico contano i fatti.
Le ordinanze ottenute permettono ai docenti di lavorare, di non essere espulsi dal sistema e di far valere le proprie competenze. È il risultato di un’attività legale continua, tecnica e documentata, che accompagna i clienti fino alla fase di esecuzione, senza scorciatoie mediatiche.

Meno annunci, più risultati concreti.

Ed è per questo che oggi, mentre i rigetti vengono sospesi, i docenti continuano a insegnare. Un’attività legale a 360 gradi per i docenti.
Accanto ai ricorsi sui titoli esteri, lo Studio Bongarzone e Zinzi è operativo a 360 gradi nella tutela dei lavoratori della scuola. I docenti possono valutare, tra gli altri:

Ricorsi per Ferie non Godute (per contratti al 30 giugno, fino a 10 anni precedenti);
Ricorsi per la Carta Docente (contratti al 30 giugno e 31 agosto, prescrizione quinquennale);
Ricorsi su punteggi, graduatorie e carriera, per la corretta valutazione dei servizi svolti e delle progressioni.

Un’assistenza completa che segue il docente dall’avvio del ricorso fino alla fase di esecuzione, con l’obiettivo della piena soddisfazione del credito.

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