Nuova importante vittoria per i docenti precari della scuola e per lo Studio Legale B&Z.
Con una recente sentenza del 15 settembre 2026, il Tribunale di Monza – Sezione Lavoro ha accertato l’abusiva reiterazione dei contratti a tempo determinato stipulati da una docente e ha condannato il Ministero dell’Istruzione e del Merito a riconoscere un’indennità risarcitoria pari a quattro mensilità dell’ultima retribuzione utile per il calcolo del TFR.
La docente era assistita, tra gli altri, dagli Avvocati Antonio Rosario Bongarzone e Paolo Zinzi, che hanno ottenuto negli ultimi anni importanti vittorie nella tutela dei docenti e del personale ATA precario, sia in materia di abuso dei contratti a termine sia per Carta docente, ferie non godute, ricostruzione di carriera e altri diritti economici del personale scolastico.
Il caso riguardava una docente che aveva lavorato attraverso quattro contratti a tempo determinato annuali sino al 31 agosto, su posti vacanti e disponibili.
La durata complessiva dei rapporti aveva superato i 36 mesi.
Secondo il Tribunale, la reiterazione di contratti annuali su organico di diritto, quando oltrepassa il limite consentito, configura un utilizzo abusivo del lavoro a termine.
La decisione richiama i principi derivanti dalla Direttiva 1999/70/CE, dalla giurisprudenza della Corte di Giustizia dell’Unione europea, della Corte costituzionale e della Corte di Cassazione.
La conseguenza, nel pubblico impiego, non è automaticamente la trasformazione del rapporto in un contratto a tempo indeterminato, ma il diritto del lavoratore al risarcimento del danno.
Per approfondire requisiti e modalità è attivo il nostro approfondimento dedicato al ricorso per abuso dei contratti a termine oltre 36 mesi.
Ricorso 36 mesi – risarcimento per abuso dei contratti a termine nella scuola
Particolarmente importante è l’applicazione del nuovo testo dell’art. 36, comma 5, del D.Lgs. n. 165/2001.
In presenza di abuso nella successione dei contratti a termine, il giudice può oggi determinare l’indennità risarcitoria in una misura compresa tra 4 e 24 mensilità, tenendo conto, tra l’altro:
Nel caso esaminato dal Tribunale di Monza sono state riconosciute quattro mensilità.
Non si tratta, peraltro, di un risultato isolato. Gli Avvocati Bongarzone e Zinzi hanno già ottenuto altri importanti pronunciamenti in questa materia, tra i quali una decisione che ha riconosciuto addirittura otto mensilità per danno da precariato.
Precariato scuola: riconosciute 8 mensilità per abuso dei contratti a termine
Un’altra importante pronuncia ha riguardato anche il precariato degli insegnanti di religione, confermando ulteriormente la linea di tutela portata avanti dallo Studio.
Abuso dei contratti a termine: vittoria per docente di religione
Uno degli aspetti più interessanti della sentenza riguarda il rapporto tra abuso del precariato e procedure concorsuali.
Il Tribunale richiama la più recente giurisprudenza della Corte di Cassazione e chiarisce che la partecipazione a un concorso rappresenta soltanto una possibilità di assunzione e non costituisce, di per sé, una misura automaticamente idonea a riparare l’abuso già verificatosi.
Il principio ha conseguenze rilevanti anche per chi, dopo diversi anni di supplenze, sia stato successivamente assunto.
La sentenza afferma infatti che il docente assunto tramite concorso dopo anni di precariato può conservare il diritto a chiedere il risarcimento per l’illegittima precarizzazione precedente.
È quindi sbagliato ritenere automaticamente che l’immissione in ruolo faccia venir meno ogni precedente pretesa economica.
La sentenza rende particolarmente opportuno effettuare una verifica per i docenti e il personale ATA che abbiano accumulato almeno quattro annualità di servizio a tempo determinato.
La situazione è particolarmente significativa per i contratti al 31 agosto, su posti vacanti e disponibili.
Anche per contratti al 30 giugno possono esistere i presupposti per agire, ma occorre verificare attentamente la natura del posto, le singole annualità e la documentazione disponibile.
Proprio per questo l’analisi legale preventiva assume un’importanza fondamentale: non è sufficiente contare genericamente gli anni di supplenza, ma occorre ricostruire tipologia dei contratti, durata, scuole interessate, natura dei posti e superamento effettivo dei 36 mesi.
I diritti economici derivanti dal precariato scolastico non vengono normalmente riconosciuti d’ufficio dal Ministero.
È quindi l’attività giudiziaria a consentire al lavoratore di ottenere l’accertamento del proprio diritto e, successivamente, il pagamento delle somme dovute.
Lo Studio Legale B&Z – RicorsiScuola.it segue l’assistito non soltanto nella fase del giudizio, ma anche fino alla fase di esecuzione della sentenza, intervenendo, quando necessario, affinché il provvedimento favorevole venga concretamente eseguito e si arrivi alla soddisfazione effettiva del credito riconosciuto.
Sul tema dell’esecuzione delle sentenze favorevoli, lo Studio è già intervenuto in numerosi procedimenti relativi ai crediti del personale scolastico.
Carta docente, ferie e altri crediti: esecuzione delle sentenze e ricorsi di ottemperanza
Chi ha lavorato per anni come precario dovrebbe verificare contemporaneamente anche l’esistenza di ulteriori crediti nei confronti del Ministero.
Per i docenti precari con contratti al 30 giugno è possibile verificare la possibilità di recuperare l’indennità relativa alle ferie non godute, anche per annualità risalenti fino a dieci anni precedenti.
Il ricorso ferie riguarda i contratti con scadenza 30 giugno.
Ricorso ferie – recupero dell’indennità sostitutiva per ferie non godute
Per la Carta docente, invece, la prescrizione da considerare è quinquennale e la tutela può riguardare sia docenti con contratto al 30 giugno sia docenti con contratto al 31 agosto, previa verifica delle singole annualità di servizio.
Gli Avvocati Bongarzone e Zinzi hanno già ottenuto numerose decisioni favorevoli anche in questo settore.
Vittoria: nove docenti precari ottengono la Carta del Docente
Ricorso Carta Docente per i docenti precari
Chi ha lavorato per oltre 36 mesi nella scuola statale può inviare allo Studio i propri contratti e certificati di servizio per verificare gratuitamente in via preliminare se esistano i presupposti per un’azione.
Per informazioni su come aderire ai ricorsi basta inviare un messaggio WhatsApp al numero 350 523 2808 oppure inviare una email all’indirizzo ricorsiscuola.info@gmail.com.