Ancora una volta il giudice del lavoro interviene per ristabilire un principio fondamentale: nelle graduatorie conta il merito, non gli automatismi distorti dell’algoritmo ministeriale.
Una recente decisione del Tribunale di Cassino ha riconosciuto il diritto di una docente precaria ad ottenere una supplenza al 30 giugno che le era stata illegittimamente negata, nonostante un punteggio superiore rispetto ad altri candidati.
Una pronuncia importante, che conferma l’orientamento ormai consolidato e che si inserisce nel solco delle numerose vittorie ottenute dagli Avvocati Bongarzone e Paolo Zinzi.
La docente aveva partecipato regolarmente alla procedura GPS per l’anno scolastico, indicando le proprie preferenze.
Tuttavia:
Una situazione purtroppo molto diffusa, causata dal funzionamento dell’algoritmo.
Il Ministero ha tentato di giustificare l’esclusione sostenendo che la docente fosse “rinunciataria”, perché:
Una tesi che, nella prassi amministrativa, viene spesso utilizzata per giustificare errori dell’algoritmo.
Il Tribunale ha respinto completamente questa impostazione.
Secondo il giudice:
la rinuncia vale solo per le sedi non indicate
non può precludere le successive nomine su sedi espresse
il sistema deve rispettare il principio meritocratico del punteggio più alto
In particolare, il Tribunale ha chiarito che:
La sentenza stabilisce un punto fondamentale:
se emergono nuove disponibilità,
l’amministrazione deve ripartire dalla graduatoria,
e assegnare il posto al docente con punteggio maggiore.
Non è quindi possibile “bloccare” un docente solo perché non ha indicato una sede precedente.
Il giudice ha quindi:
Un risultato concreto che incide direttamente sulla carriera del docente.
Questa decisione ha un impatto enorme perché:
E soprattutto ribadisce un principio essenziale:
il punteggio non può essere aggirato da automatismi informatici
Questi risultati dimostrano una cosa chiara:
senza ricorso, l’errore resta
con il ricorso, il diritto viene riconosciuto
Lo studio segue i docenti in tutte le fasi, fino all’esecuzione della sentenza e alla concreta soddisfazione del credito.
Molti docenti che si trovano in situazioni simili possono avere diritto anche ad altri recuperi economici.
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